// Sript per animazione
Napoli, 2014
A cura di
Francesco Iandolo (Nuovi Media) Olga Scotto di Vettimo (Testi) Veronica Nasti (Multimedia) Massimo Vicinanza (Fotografia)

FESTIVAL DEL BACIO 2014

L’edizione del 2014 ha interessato un’ampia area urbana che ha incluso l’Accademia di Belle Arti di Napoli (nel cui androne è stata installata la scultura anamorfica e pulsante “ANIMA”), via Toledo, piazza del Plebiscito (dove su un maxischermo è stato proiettato un intervento di net art) e alcune strade del Vomero.

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Come ci suggerisce la scienza, nel bacio tra innamorati non c'è solo amore. Il bacio è, soprattutto, veicolo di informazioni, chimica che favorisce la mescolanza e subbuglio genico alla base della procreazione che ci fa sentire per un attimo immortali.
Il bacio attraverso la bocca è la porta per la nostra anima e solo chi riuscirà a schiuderla ne avrà l'accesso. L'assunto che ci siamo dati è che il bacio è un impatto che libera energia e trasforma.
Sulla trasformazione abbiamo costruito il Festival del Bacio. La festa di un'intera città che, sulla base di un territorio comune, cerca nuove modalità di scambio.

L'evento consiste in una grande scultura antropologica-relazionale, collocata all'interno del tessuto urbano della città di Napoli, il cui percorso - di oltre 8 km - è caratterizzato da due installazioni site specific: Cuore, collocato sulla sommità del Castel Sant'Elmo, anima lo skyline cittadino con un cuore pixellato, alto 3 m e visibile da oltre 10 km; Anima, posizionata in uno dei luoghi più rappresentativi della città, la Galleria Principe di Napoli, è composta da circa 400 cubi in plexiglas: un anamorfico che si completa svelando un cuore che pulsa, sollecitando l'osservatore ad attraversare fisicamente lo spazio.

L'evento, inoltre, ha visto una campagna di comunicazione nazionale, il cui focus è la rete che sviluppa relazione e condivisione.
La campagna è implementata dalla partecipazione degli attori dell'evento: i cittadini e i visitatori diventano il flusso ininterrotto che fa pulsare il grande cuore della città. I negozi, le botteghe, gli alberghi e alcuni spazi pubblici sono coinvolti nella messa a punto di dispositivi estetici che animeranno gli spazi individuati lungo il percorso. La scultura antropologica consente la sintesi tra due universi di senso: il mondo digitale, costituito da modularità elettroniche, e l'universo popolare, grazie al quale ogni opera riesce a evocare la forma dei sentimenti, degli affetti e dell'amore.

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