L’opera si propone di approfondire il rapporto dell’uomo con le tecnologie e, più nello specifico, di indagare la trasformazione delle categorie di spazio e di tempo profondamente modificate agli albori della diffusione dei social network.
Il lavoro consiste in una "porta scanner" dove il visitatore ponendosi di fronte fa azionare i sette scanner di cui è composto. Il dispositivo, rilevata la figura umana, trasforma per così dire gli atomi in bit, inviando al computer le sette parti del corpo che elaborate da un software vengono proiettate su sette monitor, collegati in diretta su sette webcam on-line che riprendono, ad esempio,la tour Eiffel a Parigi, le piramidi in Egitto, Trafalgar square a Londra, ecc.
Un viaggio virtuale del fruitore, dunque, che ‘diviso’ e ubiquo, visita il mondo. Di tale esperienza conserva una foto del ‘viaggio’, un ricordo materiale, stampato da un dispositivo elettronico (Stamp Gate). L’uomo, quindi, è qui (Here) fisicamente e lì (There) digitalmente nello stesso momento, attraversando lo Scanner Gate, una porta che lo conduce dal mondo materiale e quello digitale.